COME SI DIMENTICA CHE I VACCINI SONO UN MIRACOLO

Mia nonna, classe 1909, mi ha raccontato tre storie della sua giovinezza che hanno profondamente influenzato la mia scelta di studiare Farmacia e la mia posizione sui vaccini. La prima storia è stata come suo fratello di latte sia morto per un’infezione all’orecchio a 4 anni (probabilmente pneumococco). La seconda storia riguardava un ragazzo che viveva in fondo alla sua strada che era in buona salute il martedì, nel polmone d’acciaio il giovedì, morendo poco dopo di paralisi respiratoria a causa della poliomielite. La terza storia riguardava lo zio Gastone che, sopravvissuto alla campagna in Russia, morì di tetano appena ritornato a casa per un banale incidente con del filo spinato.

Purtroppo, anche oggi in piena pandemia sars-covid19 c’è chi invece di piangere di gioia per l’arrivo dei vaccini obietta “Come è possibile un vaccino così in fretta?” “È davvero necessario?” “Non causa l’autismo?”

Ho sempre considerato i vaccini come un miracolo dell’ingegno umano, ma ci si abitua alle cose, a quelle straordinarie, e si dimentica cosa accadeva prima della loro diffusione. La vita si vive su eventi di così piccola entità, dalla colazione alla buonanotte, che tutto diventa gradualmente normale e dopo un po’ invisibile e obliato.
E il miracolo si esaurisce. 

Con i vaccini sviluppati contro il virus sars-covid19 il miracolo si è ripetuto e oggi l’ho sperimentato personalmente ricevendo la mia prima dose del vaccino.

I vaccini tradizionali introducono frammenti di proteine ​​virali nel corpo affinché il sistema immunitario impari a riconoscere e attaccare il virus. Ma questi nuovi vaccini sono profondamente diversi perché utilizzano qualcosa chiamato RNA messaggero, o mRNA, per fornire al corpo un modello per produrre i propri frammenti di virus da attaccare con il sistema immunitario. 

Complicato? Vediamo di usare un paragone esemplificativo. L’anno scorso ho acquistato un robot aspirapolvere che gira autonomamente per la casa. Ora, il corpo è pieno di questi piccoli robot che non sono altro che proteine alla base di tutti i processi fisiologici che permettono la vita. Bene, da dove vengono questi robot all’interno del nostro corpo? Si scopre che piccole stampanti 3D sono capaci di sintetizzare quei robot direttamente a livello cellulare in corpuscoli chiamati ribosomi. Inserisci un foglio di istruzioni in quella stampante/ribosoma, ed ecco che sputa fuori un robot. Quindi gli scienziati hanno avuto questa idea davvero folle e hanno detto: “E se invece di sintetizzare il farmaco in laboratorio, fabbricarlo e iniettarlo forniamo il codice del software alle stampanti 3D all’interno del nostro corpo in modo che siano in grado di generare autonomamente i propri vaccini? ” Il vaccino del covid19 mRNA è un esempio di questa geniale intuizione.

È molto raro che un farmaco o anche un vaccino funzioni allo stesso modo in tutti i riceventi. Alcuni funzionano meglio su pazienti più giovani, altri lavorano meglio nei pazienti più anziani. A volte, ci sono pazienti immunodepressi che non possono riceverlo. Tutto è un rischio calcolato. Andare in vacanza in auto, accompagnare i figli al giardino, attraversare la strada, mangiare al ristorante. Anche vaccinarsi comporta dei rischi, rischi calcolati, rischi immensamente inferiori ai benefici.

Certamente tutti coloro che rifiutano questo vaccino o genericamente tutti i vaccini dovrebbero rileggere le pagine della storia che raccontano le tragedie familiari causate da malattie devastanti come poliomielite, tetano e difterite che mietevano vittime tra fratelli, zii o vicini di casa di tutti i nostri antenati ora caduti nell’oblio del tempo.

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