L’ERBA DI GRACE DIVENTA COSMETICO

Quando si parla di “Erba di Grace” il pensiero va subito alla divertentissima pellicola cinematografica del 2000 dove una benestante signora inglese cerca di risolvere i suoi problemi finanziari coltivando canapa nella sua serra in giardino.

Sono passati circa 20 anni perché tutto cambiasse rendendo possibile utilizzare estratti di cannabis contenenti CBD in un prodotto cosmetici ovvero il 4 febbraio 2021, la Direzione Generale del mercato interno, dell’industria, dell’imprenditorialità e delle PMI (DG Grow) della Commissione Europea (CE) ha aggiunto il cannabidiolo (CBD) in due forme all’interno del catalogo CosIng (Cosmetic Ingredient): 

Prima di questa data il CBD era autorizzato tra gli ingredienti cosmetici solo in forma sintetica: fatto assai limitante per una pianta con un fitocomplesso così ricco e interessante dal punto di vista cosmetico come la cannabis sativa. 

La Cannabis sativa L., membro della famiglia delle Cannabaceae è una delle piante medicinali più antiche conosciute. Ricordo bene le argomentazioni durante le lezioni di farmacologia alla Facoltà di Farmacia riguardo l’utilizzo terapeutico di questa pianta dalla storia millenaria, utilizzata in Cina circa 8.000 anni fa per la produzione di tessuti e per uso medico. Ritrovamenti archeologici indicano come data di ingresso della canapa in Europa circa il 500 a.C, con immediata e ampia diffusione per robustezza e adattabilità ai terreni e ai climi. 

Uno dei maggiori problemi per i coltivatori di canapa è che sia il THC che il CBD provengono dalla stessa molecola precursore, l’acido cannabigerolico (CBGA). Quando la pianta raggiunge la maturità, sia il CBD che il THC vengono prodotti enzimaticamente dalla stessa molecola. Pertanto, i giusti tempi di maturazione della pianta sono fondamentali per un raccolto con livelli di THC inferiori alla soglia consentita dello 0,3%, massimizzando la concentrazione di CBD, possibilmente intorno all’8%. Se il limite di THC viene superato, l’agricoltore deve distruggere il raccolto; e se il raccolto avviene troppo presto, l’agricoltore rischia una bassa resa di CBD e un basso profitto. Anche il clima, il suolo, i fertilizzanti e la genetica delle piante possono influenzare i raccolti, aggravando ulteriormente il problema. Dopo la raccolta, i fiori vengono separati dalle foglie a ventaglio e dai gambi, poiché questi contengono una maggiore quantità di cannabinoidi e terpeni, quindi essiccati, macinati e preparati per il processo estrattivo in etanolo. Il passaggio finale è la distillazione, che in genere aumenta la purezza della molecola di CBD ad oltre il 90% e crea il prodotto finale, comunemente indicato come distillato . Prima di creare il distillato, i terpeni vengono rimossi a temperature di distillazione inferiori.

I terpeni sono molecole volatili presenti in tutte le piante che conferiscono profili aromatici unici. La cannabis contiene più di 200 terpeni essenziali per quello che è noto come effetto entourage, un effetto sinergico in cui il risultato è potenziato dalla presenza di molecole sia di cannabinoidi che di terpeni. A causa della complessa interazione tra terpeni e cannabinoidi, è difficile valutare con precisione l’esatto meccanismo terapeutico della cannabis “pianta intera”. Tuttavia, la maggior parte della comunità scientifica concorda sul fatto che l’effetto è prezioso e potrebbe mancare quando il CBD isolato viene utilizzato in assenza di terpeni.

Lo spettro completo della cannabis sativa si riferisce a estratti o distillati che contengono principalmente CBD insieme a cannabinoidi minori come THC, cannabicromene (CBC), cannabigerolo (CBG), acido cannabidiolo (CBDA) e cannabidivarina (CBDV). I cannabinoidi minori sono generalmente presenti all’1% o meno e se psicoattivi, come nel caso del THC, non alterano le facoltà dell’utente a concentrazioni così basse. In effetti, la presenza di questi cannabinoidi minori è importante poiché, come notato, si ritiene che funzionino in modo benefico e sinergico.

A livello molecolare, i cannabinoidi diventano funzionalmente attivi legandosi ai recettori cannabinoidi CB1 e CB2 nel sistema endocannabinoide del corpo. I recettori CB1 si trovano sui neuroni del tronco cerebrale e sulle cellule gliali. I siti per i recettori CB2 si trovano nel tessuto della milza. Ma l’attività del CBD si manifesta anche a livello del tessuto cutaneo dove più di 100 geni tra i 163 identificati nella pelle sono influenzati da meccanismi dose dipendente.

Molte fonti scientifiche riportano i benefici del CBD per la pelle. Gli esempi includono la riduzione di stati infiammatori, il trattamento dell’acne vulgaris infiammatoria grazie alla sua capacità di diminuire la proliferazione dei sebociti umani,  l’attività analgesica per promuovere la guarigione delle ferite e alleviare il prurito. Negli studi sull’uomo, Palmieri et al. ha trovato efficace l’applicazione topica del CBD per ridurre efficacemente la psoriasi, l’eczema (dermatite atopica) e le cicatrici sui tessuti cutanei. Sono stati inoltre osservati miglioramenti significativi nell’idratazione, nell’elasticità e nel Psoriasis Area Severity Index (PASI). 

Gli studi hanno anche indicato che il CBD può regolare la differenziazione epidermica attraverso i recettori CB1 e ridurre le risposte dell’istamina nella pelle umana.  Chelliah et al. riporta anche l’applicazione topica del CBD per il trattamento della rara malattia cutanea vescicante dell’epidemolisi bollosa , scoprendo che i pazienti sono guariti più velocemente e hanno sperimentato meno dolore e vesciche. 

Inoltre, anche la sicurezza del CBD è ben consolidata. Nessun livello di effetti avversi (NOAEL) è stato segnalato da Max, et al., Inoltre, Human Repeat Insult Patch Test (HRIPT) non ha mostrato irritazione o risposta allergica in 52 soggetti. 

Il CBD entra a buon merito tra gli ingredienti della cosmetica e della dermocosmetica moderna, ottimizzando e funzionalizzando prodotti come unguenti, pomate e burri per il trattamento della pelle del corpo. Il distillato di CBD è facilmente solubile nella maggior parte degli oli vegetali, compresi i trigliceridi a catena media, tipici dell’olio di cocco e di palma, così come negli oli di oliva, vinaccioli, mandorle, avocado e girasole. È anche compatibile con i comuni emollienti tra cui il burro di Butyrospermum parkii (karité), il burro di semi di Mangifera indica (mango) e l’olio di Simmondsia chinensis (jojoba).

L’utilizzo di ingredienti naturali attivi in trattamenti di cosmetica avanzata è valutato uno dei fattori che più influenzeranno la crescita di un mercato trainato dallo skincare, mercato cosmetico globale valutato circa $ 430 miliardi nel 2022, con una crescita annua attesa intorno al 4.3% .

È ormai un dato certo che la cannabis, in particolare il Cannabidiolo (CBD), ha proprietà benefiche per la pelle del nostro corpo e per questo è destinato a diventare l’addition ingredient che dopo aver conquistato celeb come Cameron Diaz e Olivia Wilde ha tutte le carte in regola per diventare molto popolare nel mercato globale della bellezza.

https://www.cosmeticsdesign-europe.com/Article/2021/02/03/Cannabis-Sativa-L.-natural-CBD-from-hemp-for-cosmetics-added-to-European-Commission-CosIng-database

https://www.cosmeticsandtoiletries.com/research/methodsprocesses/CBD-in-Cosmetics-A-Practical-Primer-572275411.html

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