Epigenetica della bellezza

PREFAZIONE

LA PELLE DEL SATIRO, OVVERO PERCHÉ APOLLO HA SCORTICATO MARSIA.

Non sono sicura di quando mi sono imbattuta per la prima volta nel mito di Marsia, il satiro che è stato scorticato dal dio Apollo. Probabilmente è accaduto quando ero una studentessa di Liceo classico, immersa nel tentativo di tradurre la mitologia greca direttamente dal testo originale. O forse ancor prima, da bambina, affascinata dall’incredibile mitologia greca. Ma fin dall’inizio, è stata una storia che mi ha riempito di stupore e curiosità.

Il racconto, per coloro che non hanno familiarità con il mito, narra di Marsia che trovando uno strumento a fiato, l’aulòs, un flauto a doppia canna di proprietà di Atena ne scoprì il suono meraviglioso. Apollo infastidito dalla notorietà derivata dalla bravura del fauno sfidò Marsia ad un confronto: Marsia avrebbe suonato il flauto, Apollo la lira, mentre le Muse avrebbero scelto il vincitore che sarebbe stato autorizzato a fare al perdente qualsiasi cosa desiderasse. Marsia, illuso della sua bravura, accettò.

Il concorso si svolse alle pendici del monte Tmolo. Il primo scontro si con- cluse in un pareggio. Apollo, indignato, chiese un secondo turno, ma questa volta entrambi i musicisti avrebbero suonato con i loro strumenti capovolti. Apollo vinse a titolo definitivo: Marsia non potè produrre che deboli suoni con il suo aulòs. E così, Apollo – dio della musica, della verità, della luce e di molte altre cose – decise di scuoiare Marsia. Ecco come Ovidio racconta il finale cupo del racconto: ‘Aiuto!’ Marsia ha chiesto a gran voce. ‘Perché mi stai spogliando da me stesso? Mai più lo prometto! Non vale la pena suonare un flauto! “(Ovidio, (Metamorfosi, Libro VI, vv. 385-391)

 

Devi dare tempo ai miti: per comprenderli davvero, devi lasciarli filtrare nella tua immaginazione. Non puoi correre. Per diversi anni ho studiato la pelle, la sua struttura, come mantenerla integra e giovane nel tempo. Ho studiato, e sempre ritornava il ricordo del satiro privato della sua pelle, della sua identità e della sua illusione. La pelle di Marsia è l’involucro protettivo, l’involucro corporeo che garantisce l’individualità. La pelle assolve una funzione di sostegno dello scheletro e dei muscoli, alla pelle che ricopre l’intera superficie del corpo e nella quale sono inseriti tutti gli organi corrisponde la funzione di contenitore dell’individuo nella sua caratterizzazione personale.

Qual è il ruolo della pelle nella vita e nei rapporti sociali di un individuo? Perché ci affanniamo tanto a mantenere intatta la giovinezza e la bellezza della pelle?
La pelle umana presenta differenze individuali che possono essere investite socialmente ed essere oggetto di attaccamento e di amore, la pelle assicura una funzione di individuazione del sè che gli dà il sentimento di essere un essere unico. Ecco perché Apollo deruba Marsia della pelle, senza pelle è senza identità e senza appartenenza sociale.

LA PELLE È LO SPECCHIO DELLA NOSTRA ANIMA È LO SCHERMO SU CUI PROIETTIAMO IL NOSTRO INCONSCIO E LA NOSTRA INTIMA IDENTITÀ

La pelle è oggi diventata sinonimo di bellezza. Tutti cerchiamo di preservarne i tratti della giovinezza per sentirci parte di una società sempre più esigente dal punto di vista estetico. Esiste qualcuno che sia immune da sentimenti di ina- deguatezza? A Eleanor Roosevelt una volta venne chiesto se avesse qualche rimpianto. Solo uno, disse. Avrebbe voluto essere più carina. “Compresi di essere una bambina brutta quando i miei genitori mi regalarono un tostapane elettrico come giocattolo per la vasca da bagno…”. L’aneddoto è stato raccontato da Joan Rivers; che aggiunge al racconto: “Mi domando sempre come sarebbe stata la mia vita se avessi posseduto quell’ingrediente meraviglioso chiamato bellezza”. Non star più nella pelle, vender cara la pelle, avere la pelle d’oca, riportare a casa la pelle, pelle da baciare, pelle di pesca… non passa giornata in cui non si parli di pelle. Eppure pochi sanno che la pelle in poco più di 2mq avvolge tutto il corpo creando quel confine-legame tra noi e l’ambiente in cui viviamo.

La pelle è lo specchio della nostra anima, è lo schermo su cui proiettiamo il nostro inconscio e la nostra intima identità, un complicato e affascinante capolavoro che vive e invecchia in modo indipendente dall’età anagrafica. La pelle non mente, mostra inesorabilmente ogni nostro vizio, le troppe giornate al sole, l’alimentazione, il fumo e le notti di sonno troppo breve, lo stress e l’ambiente in cui viviamo lasciandone indizi o profondi ed evidenti segni.

Con il passare del tempo la capacità rigenerativa della pelle diminuisce con il parallelo rallentamento del ciclo di ricambio cellulare dei cheratinociti, le cellule dell’epidermide. La pelle progressivamente si indebolisce perdendo tono ed elasticità, diminuisce la capacità di mantenere integri i livelli ottimali di idratazione e la barriera idrolipidica di superficie si indebolisce. Compaiono le rughe, la pelle si disidrata e si mostrano le prime discromie che successivamente si trasformeranno in vere e proprie macchie di senescenza.

L’invecchiamento cutaneo implica profondi cambiamenti nella struttura e nella composizione chimica della pelle in parte indotti dalle caratteristiche biologiche ereditate attraverso il patrimonio genetico che possiamo battezzare invecchiamento intrinseco, in parte generati dall’ambiente e dalle abitudini che invece prendono il nome di invecchiamento estrinseco. L’interazione tra invecchiamento intrinseco e invecchiamento estrinseco spiega la sostanziale differenza tra l’età anagrafica scritta sul passaporto e l’età biologica scritta sulla nostra pelle.

Questo libro è la scoperta della pelle, dei suoi meccanismi segreti di fun- zionamento e di quei codici, solo in parte svelati, che oggi ci permettono di preservarne giovinezza e bellezza. Io sarò la vostra guida, vi accompagnerò in un viaggio tra Università, Istituti di ricerca ed esperienze personali fino a capire come preservare la giovinezza di questo meraviglioso dono che è la nostra pelle attraverso la comprensione di come abitudini, stili di vita e alimentazione possano modificare quello che pensavamo fosse un destino scolpito nella pietra…nel nostro codice genetico.

Barbara Bertoli
Farmacista cosmetologa